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Sgabellino e pigliamosche Stampa E-mail
Scritto da Anna   
Lunedì 06 Luglio 2009 15:58

2 luglio 2009

Non c'è niente di meglio che visitare i negozi per il bricolage in questo periodo dell'estate, quando sono fornitissimi di attrezzature da campeggio. Infatti finalmente, dopo molte ricerche, sono riuscita a trovare lo sgabellino adatto per i miei appostamenti di bw. E' davvero piccolo, di plastica, abbastanza stabile per le dimensioni, con quattro piedini che si adattano piuttosto bene alle difformità del terreno, pieghevole e facile da trasportare. Niente di meglio potevo trovare per evitare l'indolenzimento alle gambe durante gli appostamenti.

 

Così, in compagnia del mio nuovo sedile e dell'indispensabile antizanzare sto sperimentando il birdwatching "serotino", un po' perché è l'unico momento della giornata che posso spendere nella natura durante la settimana, un po' per trovare meno pescatori appostati in riva al fiume. E' davvero bello il crepuscolo; è come se la natura stessa in quel momento cerchi il riposo dopo l'intensa attività diurna, pronta per abbandonarsi dolcemente alla fresca brezza della notte; l'atmosfera delicatamente ovattata, il cielo debolmente illuminato di giallo e rosa, con il viola all'orizzonte di nuvole gonfie di pioggia. Proprio oggi, lungo il fiume, sull'altra sponda, ho sorpreso un topolino campagnolo che si lavava il musetto e mangiava qualche germoglio sulla riva, mentre gli uccelli, con i loro richiami, facevano vibrare la tranquillità del paesaggio. Ho trovato numerosi pigliamosche, ne ho contati almeno una decina tra giovani ed adulti, mentre catturavano moscerini secondo il loro metodo "da posatoio".



Giovane pigliamosche

 

Devo dire che in questa occasione ho ottenuto una parziale smentita rispetto a ciò che si trova scritto sui libri. Questi  solitamente, accompagnando la spiegazione con un disegno, mostrano come il pigliamosche, per catturare un insetto volante, parta da un punto preciso, per esempio da un ramo, si lanci a catturare la piccola preda, e poi torni esattamente al punto di partenza. Nella realtà non mi sembra funzionare allo stesso modo, o almeno non così rigidamente. Certo, sostano per un breve intervallo di tempo in un punto, poi, avvistata la preda, volano per catturarla, ma il più delle volte non tornano esattamente dov'erano prima, ma si spostano altrove. Probabilmente, essendo alcuni di loro individui giovani, dovranno affinare la tecnica, ma anche gli adulti non seguono lo schema alla lettera. Direi si possa parlare di uno stile indicativo, che si diversifica in base alla morfologia dell'ambiente e, probabilmente, anche alle abitudini e all'estro del singolo individuo.

 

Non me li aspettavo così numerosi: i pigliamosche emettono continuamente striduli richiami, formano piccoli gruppi, due o tre individui, ma si trovano anche singolarmente e sono abbastanza confidenti. Credo siano stati proprio loro ad occupare il nido a facciata aperta che avevo collocato quest'inverno su una giovane acacia, in un luogo non molto appartato. Avevo ormai perso ogni speranza per quel nido artificiale, tanto che non andavo nemmeno a controllare se fosse stato abitato causa la sua sovraesposizione. Invece, la settimana scorsa, durante una mia escursione, con grande sorpresa, ho notato che era stato utilizzato e riempito con un piccolo nido ora completamente disabitato. Peccato essermi persa tutta la fase di allestimento e allevamento dei piccoli, ma forse è stato per loro meglio così, senza nessuno che li abbia disturbati per ammirarli.

 

 

Casetta con nido

 

Questo è proprio il periodo in cui i giovani cominciano ad arrangiarsi; i genitori si sono gradualmente allontanati lasciando giorno per giorno maggiore autonomia ai principianti: giovani ballerine bianche dalla testa grigia si esercitano in riva al fiume, passando da una sporgenza all'altra sopra l'acqua, i giovani merli zampettano sul prato in cerca di lombrichi e assieme alle cinciallegre fanno incetta di semi dalle mangiatoie, i primi da quelle a terra, le seconde dai tubi in sospensione. Anche i piccoli verdoni, che prima, accompagnati dai genitori, si avvicinavano loro col becco aperto agitando le ali, ora si nutrono autonomamente, senza rivolgersi a nessuno, anzi, molto spesso si trovano ad essere scacciati con non troppa gentilezza proprio da chi qualche settimana prima si era occupato della loro alimentazione. Non oso immaginare il prossimo inverno la moltitudine di uccelli che frequenteranno le mangiatoie! Ottimamente!

 

Pdf.

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Luglio 2009 13:13