| Passaggi al Fiume |
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| Scritto da Anna |
| Domenica 06 Settembre 2009 12:30 |
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6 Settembre 2009
Dopo la scorsa giornata di vento, le temperature oggi risultano sensibilmente più basse, e, a meno che nei prossimi giorni il sole non riesca a scaldare ancora come ha fatto nelle passate settimane, credo sia necessario dare l'ultimo saluto all'estate e prepararsi per l'inesorabile arrivo dell'autunno, e del freddo. Questo è proprio il momento dei primi cambiamenti, le foglie sugli alberi con l'arrivo del fresco cominciano ad ingiallire e a diminuire gradualmente la presa sui rami per abbandonarsi vecchie e stanche alla leggera brezza che le accompagnerà fino a terra. Anche gli animali si stanno organizzando per la nuova stagione; con l'arrivo dell'autunno gli scoiattoli si trovano indaffarati ad accumulare riserve di cibo per l'inverno, muovendosi agili tra i rami degli alberi, scendendo poi anche a terra per trovare qualcosa di loro gradimento. Li vedo saltellare sul prato nei pressi delle mangiatoie alla ricerca di arachidi e semi. Vi sono sia scoiattoli dal mantello rosso, sia castano che nero, tutti baffuti e dagli occhi luminosi.
Proprio questa mattina, mentre facevo birdwatching appostata in riva al fiume, ne ho avvistato uno che saltava da un albero all'altro. Non appena si è accorto della mia presenza, si è appollaiato nell'insenatura fra il tronco e il ramo di un albero e mi fissava. Io pure lo guardavo e lui rimaneva immobile, probabilmente nella convinzione di essersi reso invisibile, e aspettava che me ne andassi per rimettersi in moto. Sono rimasta dove mi trovavo, il mio appostamento era perfetto, seminascosto, e avevo buona visuale su entrambe le sponde. Ho distolto dunque lo sguardo dal simpatico roditore e mi sono rimessa a cercare uccelli. Dopo qualche minuto ho sentito un fruscio sopra la testa, ho guardato nuovamente in direzione dello scoiattolo, ma era già sparito.
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Ho dovuto aspettare una buona mezzora per avere soddisfazione dal mio birdwatching settembrino. Un gruppo di almeno dieci ghiandaie occupate ad inseguirsi sulla cima degli alberi facevano un chiasso incredibile, impedendomi di localizzare gli altri richiami e tenendo lontani i passeriformi. Mentre aspettavo che gli schiamazzi si allontanassero, ho puntato il binocolo sulle cime degli alberi, per vedere se almeno lì uccelli di maggiori dimensioni non erano rimasti turbati dal gruppo di ghiandaie. Con mia grande sorpresa, in alto, su un ramo di pioppo, un esemplare di sparviere maschio scrutava il territorio e nel mentre si sistemava il piumaggio. E' rimasto in quella posizione per una decina di minuti, poi, anche lui disturbato delle ghiandaie, ha preferito allontanarsi in una zona più tranquilla.
Con il collo indolenzito per aver guardato troppo a lungo in alto, sono tornata al mio fedele sgabellino, concentrandomi nuovamente sui movimenti tra i cespugli. Un trillo mi aveva segnalato dove guardare e il fruscio che lo aveva seguito mi ha fatto intravvedere un'ombra grigia tra i rovi. Un usignolo di fiume appariva e spariva tra le foglie, proprio davanti ai miei occhi. Nonostante la vicinanza, purtroppo, non sono riuscita a scattare una buona foto: i suoi spostamenti tra i rami erano troppo rapidi e, non appena riuscivo a mettere a fuoco la sua posizione, al momento dello scatto, non lo trovavo già più. Continuando a spostarsi dall'interno all'esterno del cespuglio, non riuscivo neanche a prevedere le sue mosse per trovarmi pronta con l'obiettivo: era una continua apparizione e sparizione, tanto che ho preferito rinunciare alla macchina fotografica e godermi la sua presenza ad occhio nudo.
Poco dopo ho udito un richiamo lamentoso sopra la mia testa. Non riuscivo a vedere nulla fino a quando ho avvistato il luì verde. Esemplari ancora di passaggio si soffermano a cercare insetti tra la vegetazione. Ne ho incontrati almeno due, anche loro sempre in movimento tra i rami per analizzarne le foglie. Ritornando a guardare tra i bassi arbusti, mi è capitato davanti un uccello che non avevo mai visto, simile per struttura al pigliamosche, ma di colore più omogeneo, senza striature sul petto. Si trattava di una balia nera, probabilmente femmina o esemplare giovane, data la colorazione marrone. Anche questa alla ricerca di insetti prima del grande viaggio di rientro nell'Africa Occidentale.
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Questo è il momento in cui si possono avvistare gli uccelli di passaggio, che attraversano in primavera Africa, Mediterraneo e in alcuni casi buona parte dell'Europa meridionale per nidificare nel nostro continente e poi, tra agosto e settembre, fanno ritorno nei loro quartieri invernali. A volte mi domando di che "nazionalità" si sentano questi uccelli migratori. Probabilmente, trascorrendo la maggior parte dell'anno in Africa, si sentiranno molto legati anche a quei luoghi, tuttavia, vengono al mondo e passano la prima infanzia qui: dunque si può dire che questa sia la loro madre patria … magari avranno doppia cittadinanza!
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| Ultimo aggiornamento Domenica 06 Settembre 2009 17:25 |